
E' evidente come nel linguaggio corrente vi siano parole che vanno letteralmente di moda.
Lo osservo in questi giorni in cui, cominciando un nuovo lavoro, vengo a contatto con persone che non ho mai conosciuto prima né, tanto meno, sentito parlare.
Questa gente ama, innanzitutto, introdurre gli elementi di un elenco con la locuzione "piuttosto che" di modo che un' eventuale lista del tipo "arance, limoni, fragole, kiwi" diventerebbe per loro :"arance, piuttosto che limoni, piuttosto che fragole o kiwi" (solitamente si ha il buon gusto di non ripeterlo più di due volte).
Se poi l'elenco contemplasse potenzialmente altri elementi a seguire, questa gente terminerebbe sicuramente il discorso con un bel "quant'altro".
"Quant'altro" è una chiusura di frase che, in generale, va terribilmente di moda.
Altra locuzione che si usa molto volentieri in questo nuovo gruppetto (in cui, evidentemente, si fa l'un l'altro scuola di linguaggio) è “qui lo dico e qui lo nego”, che conosce anche la variante fantasiosa, non necessariamente usata a proposito, “qui lo dico e qui non lo nego”.
Tra i miei nuovi colleghi, quindi, si parla questa forma di italiano; curioso, ma pur sempre italiano.
Nel mio precedente posto di lavoro spadroneggiava, invece, “l’inglese a spizzichi”.
Emblematica era la chiusura di e-mail “asap” che con il tempo ho scoperto essere l’acronimo di “as soon as possible”, tradotto: “il più presto possibile”.
